Jethro Tull

Storia 

Gli Inizi Blues (1967-1968) 

This Was (1968) 

Inizialmente la band, capitanata sia da Ian Anderson che dal chitarrista Mick Abrahams, era sostanzialmente orientata verso il blues. Il loro primo album, This Was (1968), mise in fila una serie di brani rock-blues tra cui spicca Song for Jeffrey.

Nel gruppo si aprì subito una discussione sulla direzione da prendere: vinse Ian Anderson e Mick Abrahams uscì dalla formazione andando a fondare i Blodwyn Pig con cui continuò la propria strada nelbritish blues.
I Tull si incamminarono lungo un percorso che flirta contemporaneamente con quattro stilemi che, con equilibri diversi nelle varie fasi della loro lunga vita, si possono individuare nella musica folk, nella musica jazz, nella musica classica, e ancora il blues, che resta comunque negli ingredienti della loro produzione. In quel periodo militò nella formazione per un breve periodo anche Tony Iommi, chitarrista dei Black Sabbath, prima dell'arrivo del futuro compagno di lungo tempo dei Jethro Tull, il chitarrista Martin Barre.

Progressive Rock (1969-1976) 

Stand Up (1969) 

Stand Up (1969) è il primo vero successo di Anderson e compagni. Passò alla storia soprattutto per la rivisitazione di una Bourée di J.S. Bach (dalla Suite per liuto n° 1 BWV 996). Ma nel disco si ritrovarono anche brani che ripresero le altre matrici A new day Yesterday (Blues) Jeffrey goes to Leicester Square (folk) e le ballate We Used to Know (ripresa nella progressione armonica anni dopo dagli Eagles per Hotel California) e Reasons for Waiting.

Ma la chiave del successo fu, oltre all'ormai definito stile jethro, nel suono del flauto e nella personalità di Ian Anderson.
L'ingresso a pieno titolo del flauto nel rock è merito soprattutto dei Jethro Tull, anche se è da ricordare qualche sprazzo dei Focus e di altri gruppi dell'epoca, fra cui i Moody Blues e i Genesis.
Dal vivo il flauto di Anderson, oltre che strumento musicale, divenne una vera appendice del corpo del leader, che con movenze da serpente o da demone ipnotizzò gli spettatori e li ammaliò con la sua voce da imbonitore o da caldo narratore.

Benefit (1970) 

Ad un anno di distanza da Stand Up venne pubblicato Benefit (1970). Il blues venne progressivamente abbandonato, in favore di sonorità tendenti sempre più al folk e al jazz.
All'indomani dell'uscita di Benefit i Tull andarono incontro ad un allargamento della formazione con l'ingresso di John Evan alle tastiere, apportando un decisivo impulso verso sonorità classiche.
La notorietà consolidata, l'esperienza e la bravura tecnica dei componenti consentirono ai Tull di sperimentare forme musicali dilatate spesso in forma di improvvisazioni a cavallo del jazz e dellaclassica.
Nell'agosto del 1970 parteciparono al festival dell'Isola di Wight da cui è poi stato tratto il live Nothing Is Easy: Live at the Isle of Wight 1970.

Aqualung (1971) 

Avendo un po' deluso le attese con il precedente Benefit, l'uscita di Aqualung colse quasi di sorpresa pubblico e critica nel 1971.

L'album colpì il pubblico grazie alla celebre copertina raffigurante un barbone, molto somigliante al leader del gruppo Ian Anderson. L'immagine impressiona soprattutto per la crudezza dell'espressione e dello sguardo del volto di Aqualung, cui fa da contraltare un manifesto che reclamizza eleganti e dispendiose vacanze natalizie.

Pare che il titolo dell'album derivi dal rantolo roco del barbone simile - secondo Anderson - al rumore di un respiratore artificiale (l'Aqualung ne è un modello particolare).

Le liriche raccontarono in maniera aspra la vita di Aqualung, fallimentare a scuola come nelle relazioni interpersonali. Unico suo interlocutore possibile restò Dio al quale in punto di morte - in un ultimo rantolo rabbioso - Aqualung dedicò solo parole sprezzanti.

A tutt'oggi Aqualung è un po' la "signature song" della band. Nel disco tornarono atmosfere blues e fortemente rock ad alternarsi con episodi delicati ma mai sdolcinati o leziosi. In più, i testi, che composero un vero e proprio concept (nonostante Anderson stesso neghi questa caratteristica), furono una critica corrosiva alla società ed alle istituzioni e diedero un ulteriore contributo a fare diAqualung il disco più famoso dei Jethro Tull.

Thick as a Brick (1972) 

La fama di Ian Anderson e compagni raggiunse ormai livelli stratosferici e i Tull diventano vere e proprie superstar. Con Thick as a Brick (1972) ritentarono la carta del concept album. Qui addirittura tutta la musica è unita in una sola grande suite, separata solo dal necessario cambio di facciata del disco. Ottima prova di grandissimo impatto e valore musicale.

Thick as a Brick fu generalmente considerato il primo album strettamente progressive dei Jethro Tull, pur mantenendo, secondo lo stile del gruppo, forti connotazioni rock, blues e folk. La struttura delle tracce è inedita: il disco presentò un unico brano, suddiviso in due parti (senza una reale soluzione di continuità) solo per le esigenze tecniche del vinile (e successivamente riunificato nell'edizione in CD). Lo stesso schema verrà adottato successivamente dai Jethro Tull per l'album A Passion Play.

Non sorprende che Thick as a Brick fosse un concept album; i testi furono presentati come opera di un immaginario bambino prodigio, il poeta Gerald Bostock. Nell'edizione originale, la copertina fu caratterizzata da un packaging decisamente insolito: il fronte era un intero quotidiano ripiegato e sfogliabile, un ipotetico St. Cleve Chronicle del 7 gennaio 1972. In prima pagina la notizia della premiazione dell'immaginario Gerald Bostock, poeta di solo otto anni soprannominato ironicamente il Little Milton e, all'interno, i testi dell'opera, confusi tra altri articoli. Si tratta ovviamente di una finzione che si inserisce nella miglior tradizione del humour britannico come rappresentato per esempio da Monty Python.

Pare che l'idea di realizzare un concept album sia venuta a Ian Anderson in reazione ai critici che avevano etichettato come tale il precedente album del gruppo, Aqualung. Con Thick as a BrickAnderson volle prendere ironicamente le distanze dalla "moda" stessa dei concept album tipica del rock progressivo, portando l'idea al suo eccesso (un singolo, monolitico brano). Gli ascoltatori che padroneggiano la lingua inglese potranno anche apprezzare i numerosi elementi di sarcasmo e umorismo che caratterizzano i testi di quest'opera.

Thick as a Brick venne generalmente considerato uno dei momenti più alti della carriera dei Jethro Tull e un perfetto esempio del particolarissimo approccio del gruppo al rock progressivo. Una versione ridotta di questa lunghissima suite costituì uno degli appuntamenti fissi delle esibizioni dal vivo del gruppo (celebre in particolare la versione live sul doppio Bursting Out).

Living in the Past (1972) 

Della capacità strumentale e improvvisativa si ascolta riprova nella facciata live contenuta nel doppio (greatest hits con inediti) Living in the Past (1972), celebrazione antologica, di grande successo tra i fan, del primo periodo della band.

A Passion Play (1973) 

Dopo Thick as a Brick iniziò un periodo nero per i Jethro Tull. Il successivo A Passion Play (1973) venne accolto malissimo. L'opera si incentrava sulla storia di un certo Ronnie Pilgrim il quale, dopo morto, sperimenta il giudizio e l'aldilà, visitando paradiso e inferno, per poi rinascere. La storia, apparentemente banale, nasconde in realtà una miriade di allegorie e allusioni che fanno di A Passion Play (in italiano Mistero Sacro) il disco più complesso nella storia della band. L'album divide ancora oggi pubblico e critica: fra chi lo ritiene un capolavoro e chi, un'opera maldestra e mal riuscita. Da notare, che in America raggiunse il primo posto in vendite.

War Child (1974) 

Non fu un enorme successo nemmeno War Child (1974), passato quasi inosservato e, solo successivamente, timidamente rivalutato da parte di certa critica. Inizialmente nei piani War Child doveva essere un doppio album colonna sonora di un film, una commedia nera metafisica su di una ragazza che nell'aldilà incontrava personaggi come Dio, San Pietro e Lucifero.

Il disco, ridotto ad un singolo album con dieci tracce, mostrò un certo allontanamento dai canoni del rock progressivo (e del rock in generale), a favore di una più forte commistione con la musica folk e popolare; vi fu in particolare la rilevanza acquisita dallo strumento della fisarmonica e i riferimenti alla musica da ballo.

Minstrel in the Gallery (1975) 

I Jethro Tull rialzarono la testa con Minstrel in the Gallery che, con mal dissimulato stupore, ricevette anche recensioni positive. Rispetto a War Child, Minstrel in the Gallery confermò la scelta string-orchestred dei Tull, ovvero l'inserimento di elementi d'orchestra quali fiati e viole nella costruzione del sound atmosferico di sfondo di ogni singolo brano. A seguito di Minstrel in the Gallery, il bassistaJeffrey Hammond abbandonò il gruppo (sostituito da John Glascock, proveniente dai Carmen) per dedicarsi alla sua attività pre-Tulliana: la pittura.

Too Old to Rock 'n' Roll: Too Young to Die! (1976) 

Too Old to Rock 'n' Roll: Too Young to Die! fu un vero e proprio epitaffio; la storia di Ray Lomas, narrata nel bel fumetto della cover e nei testi dell'album, propose una visione nostalgica e solo marginalmente ottimistica della vita di una generazione invecchiata fra musica e motociclette e ormai troppo vecchia per il R&R ma troppo giovane per morire. L'album, noto anche semplicemente come 'Too Old to Rock 'n' Roll', partiva da un progetto molto ambizioso: così come War Child, era stato pensato come colonna sonora per un film mai realizzato o per un musical teatrale. Con questo obiettivo iniziale, Ian Anderson e David Palmer cominciarono a scrivere le canzoni nel 1975, che poi divennero i brani di Too Old to Rock 'n' Roll: Too Young to Die!.

Folk Rock (1977-1979) 

Songs from the Wood (1977) 

Con Songs from the Wood (1977) tra i Jethro Tull, la critica e il pubblico, tornò il sereno. Un album semplice ma pieno di ottimi brani, diretti e non involuti in pretenziosi concetti inaccessibili ai più. Sgombrato il campo dalle pretese di grandeur, tornati con i piedi per terra, Ian Anderson scoprì che ci sono belle canzoni da suonare e i Jethro Tull ripresero il loro cammino. Non erano più i "giovani leoni" di Stand Up, ma la band ormai non aveva nulla da chiedere o pretendere in termini di sperimentazione o improvvisazione: Jethro Tull era un classico, ne aveva coscienza, e decideva di comportarsi di conseguenza, senza tradire mai i propri fans e senza mai (o quasi) deviare da una strada affidabile.

Heavy Horses (1978) 

Heavy Horses fu l'undicesimo album in studio dei Jethro Tull. Le canzoni scritte da Ian Anderson toccarono la tematica della diminuzione progressiva del lavoro dei cavalli nei campi, sostituiti da trattori e macchine meccaniche. Seguì la linea acustica di Songs from the Wood, anche se non mancarono i riff di chitarra elettrica di Martin Barre come ad esempio in No Lullaby. La title track Heavy Horsesfu tra i brani di maggior successo di sempre dei Jethro Tull e venne riproposta in maniera frequente nei concerti degli anni a venire.

Bursting Out (1978) 

Bursting Out fu il primo live della band. Venne pubblicato nel 1978 a dieci anni di distanza dal loro esordio discografico This Was. Le tracce vennero registrate in occasione del tour Europeo di Heavy Horses fra il maggio e il giugno del 1978. La formazione si presentò con la lineup classica del 1978, con gli storici Ian Anderson e Martin Barre, John Evan e David Palmer alle tastiere, John Glascockal basso e Barriemore Barlow alla batteria.

Dello stesso periodo restò celebre un'esibizione al Madison Square Garden di New York, prima diretta televisiva transoceanica in assoluto, successivamente (più di trent'anni dopo nel 2009) pubblicata nell'album Live at Madison Square Garden 1978.

Stormwatch (1979) 

Stormwatch formò con Songs from the Wood e Heavy Horses la cosiddetta trilogia folk del gruppo.

In Stormwatch il tema predominante fu il rapporto fra uomo e natura, visto con un certo pessimismo. In particolare venne condannato il comportamento dell'uomo interessato soltanto alla crescita economica anche a discapito dell'ambiente, senza pensare alle terribili conseguenze che questo avrebbe sulla stessa umanità. E il titolo dell'album derivò proprio da quest'idea: sulla copertina è visibileIan Anderson con un binocolo mentre "guarda" (watch) una "tempesta" (storm) in arrivo. Questa tempesta rappresenta ovviamente il risultato del disinteresse dell'uomo nei confronti della natura.

La registrazione del disco fu segnata da un'atmosfera cupa, dovuta ai problemi di cuore del bassista John Glascock. Glascock morì il 17 novembre 1979 (giorno del compleanno di Martin Barre) mentre il gruppo si trovava a San Diego per un concerto. Dal vivo il ruolo di bassista venne affidato a Tony Williams, prima e, successivamente, a Dave Pegg, futuro bassista del gruppo.

Stormwatch segnò la fine di un'epoca a causa della morte di John Glascock e per la partenza contemporanea dal gruppo del tastierista John Evan, del batterista Barriemore Barlow e dell'arrangiatore orchestrale e tastierista David Palmer, storici membri dei Jethro Tull per tutti gli anni settanta.

Synthpop (1980-1984) 

A (1980) 

Gli anni ottanta si aprirono all'insegna dell'elettronica. Dopo la morte di John Glascock e l'abbandono di John Evan, Barriemore Barlow e David Palmer, nel 1980 la Chrysalis chiese a Ian Anderson di realizzare un album solista contenente alcune delle canzoni acustiche registrate durante gli anni precedenti. Tuttavia Anderson pensò che sarebbe stato più opportuno comporne di nuove. Fu così che iniziò il lavoro servendosi di Martin Barre alla chitarra e Dave Pegg (Peggy per gli amici) al basso. L'idea di Anderson era però un album basato essenzialmente sul suono delle tastiere e deisintetizzatori, tipico di quegli anni, tuttavia decisamente rivoluzionario per quanto riguarda il classico "suono Jethro". Fu così che decise di contattare Eddie Jobson, ex Roxy Music e Frank Zappa, il quale portò con sé l'amico batterista Mark Craney. Una volta finite le registrazioni era chiaro che l'album confezionato non poteva essere considerato un lavoro da solista e fu così che A divenne il nuovo album dei Jethro Tull.

Slipstream (1981) 

Nel 1981 venne pubblicato il primo video della band, dal titolo Slipstream. Fu un'opera alquanto originale, che presentò alcuni pezzi storici della band, come Sweet Dream e Too Old to Rock 'n' Roll: Too Young to Die! sotto forma di video musicale, e brani dal vivo registrati durante il tour di A con Ian Anderson, Martin Barre, Dave Pegg, Eddie Jobson e Mark Craney.

The Broadsword and the Beast (1982) 

Esempio di ottima coniugazione tra musica rock, elettronica, folk e hard fu l'album The Broadsword and the Beast (1982), anche conosciuto semplicemente come Broadsword, che vide l'innesto del talentuoso Peter-John Vettese alle tastiere e di Gerry Conway alla batteria. Broadsword fu un misto di sound electronico e strumenti acustici, punto d'incrocio tra i sintetizzatori dominanti nella musica degli anni ottanta e lo stile folk che i Tull ebbero nella decade precedente.

Il tour di Broadsword and the Beast fu l'ultimo portato in scena con eccessiva teatralità da parte dei Tull. Il set, completamente arredato per sembrare come una nave da pirati, venne successivamente considerato da Ian Anderson alquanto sciocco, come da lui stesso espresso nel 2005 nelle note della edizione rimasterizzata del CD.

Under Wraps (1984) 

Quando nel 1984 uscì Under Wraps, i fan vennero colpiti da un profondo shock. Un album fortemente dominato dai sintetizzatori e dalle programmazioni elettroniche di Peter Vettese (tra l'altro co-autore delle musiche, insieme a Martin Barre ed, ovviamente, Ian Anderson), di cui, le principali caratteristiche furono la totale assenza di un batterista (sostituito completamente dalla drum machine) e lo scarso utilizzo del flauto traverso e della chitarra folk, strumenti simbolo di tutta la produzione tulliana sino ad allora. Tutte queste particolarità lo differenziarono completamente dai lavori precedenti dei Tull e lo resero, senza dubbio, l'album più controverso della band. La carenza di un batterista fu successivamente colmata, durante il tour di Under Wraps, con l'ingresso nella band dell'americanoDoane Perry.

Inattività (1985-1986) 

A Classic Case (1985) 

Under Wraps si rivelò come il disco più difficile in assoluto da esibire dal vivo, sia dal punto di vista strumentale, sia da quello vocale. Infatti in quel periodo (1985) Anderson cominciò a soffrire di diverse malattie alla gola e alle corde vocali, dovute probabilmente ad un uso sconsiderato della propria voce essendo egli un cantante fai-da-te, senza mai aver studiato particolari tecniche di canto o di modulazione della voce. Arrivò anche a subire un'operazione alle corde vocali ma questo non migliorò la situazione. Da quell'anno la sua voce ebbe dei progressivi peggioramenti, divenendo sempre più limitata, fatto riscontrabile durante le successive esibizioni live. Tutto ciò lo costrinse ad un periodo di riposo forzato, interrotto solo in occasione di un concerto celebrativo per il trecentesimo anniversario della nascita di Johann Sebastian Bach, autore, fra l'altro, della Bourée divenuta un cavallo di battaglia del gruppo.

Unico lavoro di questo periodo fu A Classic Case, disco completamente strumentale con arrangiamenti orchestrali eseguiti dalla London Symphony Orchestra diretta da David Palmer.

Rinascita Hard Rock (1987-1990) 

Crest of a Knave (1987) 

Nel 1987 i Jethro Tull pubblicarono Crest of a Knave, considerato in un certo senso l'album della rinascita del gruppo.

In effetti, i primi anni ottanta segnarono una sorta di declino e, in seguito ad Under Wraps, sembrava che la band dovesse sciogliersi. Ma dopo 3 anni dall'uscita del precedente album Ian Anderson, che in seguito all'abbandono di Peter-John Vettese, ricoprì anche il ruolo di tastierista, riuscì a sfornare finalmente un nuovo disco che mise d'accordo tutti i fans, cosa che non succedeva da ormai una decina d'anni circa.

Crest of a Knave non fu un album caratterizzato dall'elettronica come lo erano i precedenti. Tornarono infatti prepotentemente il flauto traverso e la chitarra elettrica. Durante i concerti dal vivo, come avvenne per i brani di Aqualung e Thick as a Brick, canzoni come Farm on the Freeway e Budapest divennero, da questo momento in poi, appuntamenti classici fissi.

Il risultato fu un successo nel vero senso del termine tanto da restituire fama e lustro alla band. Addirittura il disco vinse il Grammy Award per il miglior prodotto heavy metal dell'anno, nel 1989. Questo evento creò una certa confusione dal momento che nessuno considerava, a ragione, i Jethro Tull come un gruppo heavy metal, tanto che la Chrysalis consigliò alla band di non presentarsi nemmeno alla consegna dei premi, dato che gli altri concorrenti in corsa per il premio erano i molto più quotati Metallica, Jane's Addiction e AC/DC. Il Premio fu consegnato da Alice Cooper

I Jethro Tull, al crocevia con così diverse componenti musicali finirono anche per fondare una specie di alleanza con altre formazioni folk rock inglesi quali ad esempio i Fairport Convention con cui per lunghi tratti ebbero in comune Dave Pegg al basso.

20 Years of Jethro Tull (1988) 

L'anno 1988 segnò il ventesimo anniversario dalla nascita della band, nata nel 1968. Inizialmente la Chrysalis, la casa discografica che curava gli interessi del gruppo, non ebbe intenzioni particolari per celebrare l'evento ma, spinta da diverse lettere da parte di molti fans, decise di pubblicare del materiale inedito.

Nacque così la raccolta 20 Years of Jethro Tull. Due fra i più grandi appassionati della band, David Rees e Martin Webb, crearono una collezione che sarebbe stata sicuramente di alto gradimento. Il risultato fu un set di 3 dischi per un totale di 65 canzoni, con inediti, brani live, successi e un fascicolo ricco di fotografie e storia del gruppo.

I tre dischi del boxset furono:

  1. The Radio Archives and Rare Tracks
  2. Flawed Gems and the Other Side of Tull
  3. The Essential Tull

A corredo di questo corposo cofanetto, effettivamente molto apprezzato da fans e critica, venne pubblicato un video dallo stesso titolo, con interviste e video musicali della band.

Rock Island (1989) 

Il filone hard rock intrapreso con Crest of a Knave proseguì con Rock Island del 1989; album che, nonostante la buona qualità dei brani, non riuscì ad ottenere il medesimo successo del precedente lavoro. Questo disco ebbe la particolarità di suscitare diverse polemiche per le esplicite allusioni sessuali del brano Kissing Willie.

Reminiscenze Jazz-Blues (1991-1992) 

Catfish Rising (1991) 

Gli anni novanta videro il progressivo allontanamento di Dave Pegg e l'arrivo del tastierista Andrew Giddings. In quegli anni vi fu un ritorno a ritmi jazz eblues nel disco Catfish Rising (1991). L'intenzione di Anderson fu quella di abbandonare il suono dei sintetizzatori che aveva caratterizzato i dischi deglianni ottanta e registrare pezzi meno impegnati, più leggeri e umoristici. Per raggiungere quest'obiettivo gli strumenti acustici si presentarono molto più adatti. Il risultato fu un disco con reminiscenze blues, quasi sulle tracce di This Was, anche se lo stesso Anderson sostenne più volte che non fu assolutamente questa la sua intenzione.

A Little Light Music (1992) 

Nel 1992 venne pubblicato un cd live dal titolo A Little Light Music, tratto dal tour di Catfish Rising e totalmente acustico. Alla batteria fu presente David Mattacks, altro componente, insieme a Dave Pegg, dei Fairport Convention.

Venticinquesimo Anniversario (1993-1994) 

25th Anniversary Box Set (1993) 

Nell'anno del venticinquesimo anniversario dalla nascita della band venne pubblicato un nuovo cofanetto dal titolo 25th Anniversary Box Set composto da 4 album:

  1. Remixed, Classic Songs: vecchi successi rimasterizzati
  2. Carnegie Hall, N.Y., Recorded Live New York City 1970: concerto del 1970 a New York
  3. Pot Pourri, Live Across The World & Through The Years: brani live presi da diversi concerti durante i 25 anni
  4. The Beacons Bottom, Tapes: nuove versioni dei classici dei Jethro Tull.

Nightcap (1993) 

Oltre al 25th Anniversary Box Set e al doppio CD The Anniversary Collection, la Chrysalis pubblicò Nightcap, un apprezzatissimo doppio CD contenente materiale inedito registrato negli anni fra il 1972e il 1991. Il primo CD, chiamato My Round, provocò entusiasmo tra i fans, in quanto conteneva le registrazioni effettuate nel 1972 a Château D'Hérouville, in Francia, materiale che fu in seguito riarrangiato e riadattato in A Passion Play. Registrazioni che tutti credevano andate perdute ma che lo stesso Ian Anderson riuscì a scovare. Il secondo CD, chiamato Your Round, conteneva invece registrazioni di tracce inedite ma che poi saranno reinserite nelle rimasterizzazioni dei vari album.

A New Day Yesterday: 1969-1994 The 25th Anniversary Collection (1994) 

Nel 1994 venne prodotto anche un video dal titolo A New Day Yesterday: 1969-1994 The 25th Anniversary Collection che comprese video, interviste e brani dal vivo.

World Music e Influenze Asiatiche (1995-1999) 

Roots to Branches (1995) 

Roots to Branches (1995) può considerarsi come l'album della piena maturità del gruppo. In esso vi fu un ritorno allo stile degli anni settanta, con reminiscenze folk, ma soprattutto una novità che colpì particolarmente: l'influenza della musica asiatica che rese il disco, in un certo senso, "orientaleggiante". Ritornarono prepotentemente i temi scottanti della religione, in particolare la title track trattò del fenomeno sempre più attuale della distorsione da parte dell'uomo per il proprio tornaconto, dei veri insegnamenti della religione (qualunque essa sia). Da qui il titolo Roots to Branches, che letteralmente significa dalle radici ai rami, dove le radici erano evidentemente i concetti originari e i rami costituivano le loro distorsioni successive. Un album quindi, che segna un ritorno a testi "sociali" e "impegnati".

Per l'atmosfera che richiama, l'album venne accostato a Benefit, Heavy Horses, Broadsword e Rock Island, i cosiddetti dark albums. I testi e la musica furono inoltre estremamente complessi e per questo motivo non facilmente accessibili da molti fans. Ciononostante un album di successo tra gli stessi.

J-Tull Dot Com (1999) 

L'influenza musicale del mondo arabo fu presente anche in J-Tull Dot Com del 1999; un album non di forte ispirazione ma che denotò l'abilità di Anderson e compagni a trattare i più svariati argomenti. La title track parlava infatti di due innamorati lontani fra loro per lavoro, che hanno come unico mezzo d'incontro internet. J-Tull Dot Com (letteralmente "J-Tull punto com") fu anche il link del sito internet della band: www.j-tull.com. Il bassista Jonathan Noyce, con il gruppo già dal 1996, fece il suo debutto ufficiale in studio in questo disco.

Gli Anni Duemila (2000-2009) 

Living with the Past (2002) 

Il primo album che uscì negli anni duemila fu Living with the Past. Si trattò di un disco formato da brani tratti da concerti dal vivo, registrazioni televisive e dalla reunion dei membri del 1968 per l'esecuzione live di alcune canzoni prese da This Was, tra cui Some Day the Sun Won't Shine for You. Living with the Past fu accompagnato anche dall'omonimo DVD contenente molti dei brani già presenti nel CD con l'aggiunta di altri.

The Jethro Tull Christmas Album (2003) 

A distanza di quattro anni dall'ultima fatica in studio nel 2003 uscì The Jethro Tull Christmas Album, album di carattere natalizio, con diversi brani della band riproposti in nuove versioni e pezzi inediti. Nel Christmas Album si poterono trovare rimembranze del suono che stregò i fans tanti anni addietro. Vennero riproposti brani come Bourée e Another Christmas Song accanto a nuove composizioni, di cui molte strumentali. L'album vide inoltre la presenza di due ospiti d'eccezione: Dave Pegg, di ritorno al basso dopo il suo abbandono con Roots to Branches, e James Duncan, figlio di Ian Andersonalla batteria.

Nothing Is Easy: Live at the Isle of Wight 1970 (2004) 

I Jethro Tull presero parte al festival della musica rock del 1970 sull'Isola di Wight insieme ad altri grandi band rock dell'epoca. Nel 2004 il concerto venne pubblicato su un album ed un DVD dal titoloNothing Is Easy: Live at the Isle of Wight 1970. La line-up era quella del disco Benefit, con Ian Anderson, Martin Barre, Glenn Cornick, Clive Bunker e John Evan.

Aqualung Live (2005) 

Nel 2005 venne prodotto il disco Aqualung Live, versione dal vivo del celebre album del 1971 registrato nel 2004 dalla formazione dei primi anni duemila:Ian Anderson, Martin Barre, Doane Perry, Jonathan Noyce ed Andrew Giddings. L'esibizione fu riservata ad un'audience di quaranta invitati negli XM Studios di Washington. L'intero incasso del disco venne poi donato in beneficenza ad associazioni benefiche in favore dei senzatetto.

Live at Montreux 2003 (2007) 

In occasione del noto Montreux Jazz Festival, i Jethro Tull tennero un concerto nel 2003 a Montreux, in Svizzera. Quattro anni dopo, nel 2007, questa esibizione venne pubblicata su CD e DVD nell'album dal titolo Live at Montreux 2003. Fu un prodotto molto ben accolto dai fan, in quanto l'acustica, soprattutto della sezione ritmica, fu davvero notevole. L'intero repertorio della band, da This Was a The Jethro Tull Christmas Album, fu portato in scena con esecuzioni davvero impeccabili.

Tra il 2006 ed il 2007 sia il tastierista Andrew Giddings che il bassista Jonathan Noyce lasciarono la band. La formazione vide quindi l'ingresso nel gruppo del nucleo di musicisti che faceva da supporto agli album solisti di Ian Anderson: il bassista David Goodier, il tastierista e arrangiatore orchestrale John O'Hara, il batterista James Duncan (già presente in The Jethro Tull Christmas Album) ed il chitarrista Florian Opahle.

This Was "40th Anniversary Collector's Edition" (2008) 

Il 2008 fu l'anno del quarantesimo anno di carriera artistica dei Jethro Tull. Per festeggiare l'evento venne organizzato un grande tour mondiale e venne pubblicata una versione deluxe rimasterizzata in doppio CD del primo album della band: This Was "40th Anniversary Collector's Edition".

Jack in the Green: Live in Germany 1970-1993 (2008)

Dagli archivi del gruppo venne poi estratto un DVD di concerti tenuti in Germania dal titolo Jack in the Green: Live in Germany 1970-1993. I concerti principali vennero tratti dal Rockpop Concert del1982 e dall'Out in the Green del 1986, senza dimenticare incursioni negli anni settanta con la formazione classica di Stand Up e Benefit.

Classic Artists - Their Fully Authorised Story (2008)

La pubblicazione ufficiale celebrativa dei 40 anni di attività della band fu il doppio DVD documentario Classic Artists - Their Fully Authorised Story. Il documentario vide la presenza di molti degli storici membri della band che illustrarono la lunga storia dei Jethro Tull, attraverso un percorso narrativo che partiva dai primi anni sessanta sino ad arrivare agli anni duemila.

Live at Madison Square Garden 1978 (2009) 

La mitica esibizione della Band tenutasi nel 1978 al Madison Square Garden di New York, prima diretta televisiva mondiale transoceanica, venne proposta nel 2009 in un box (CD+DVD) della Emi, dal titolo Live at Madison Square Garden 1978. Nel cd e nel dvd si ripercorre la serata di trentuno anni prima dove la classica line-up degli anni settanta formata da Anderson, Barre, Evan, Palmer e Barlow, con l'aggiunta del bassista Tony Williams in sostituzione dello sfortunato John Glascock, ripropose il classico repertorio presente anche nel primo live del gruppo Bursting Out, pubblicato lo stesso anno.

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