Il Balletto Di Bronzo

Biografia 

Il gruppo nasce a Napoli nel 1967, fondato dal futuro DJ Raffaele Cascone (l'amico di Edoardo Bennato a cui quest'ultimo dedicherà Venderò) alla chitarra, da Michele Cupaiolo al basso, da Marco Cecioni alla voce e da Gianchi Stinca alla batteria; la prima denominazione è Battitori Selvaggi, e suonano musica beat.

Cascone però lascia il gruppo, che ingaggia il chitarrista Lino Ajello, proveniente dai Volti di Pietra, altro gruppo partenopeo, e decide di cambiare nome, ispirandosi per la scelta della nuova denominazione al quadro Bronze ballet dipinto nel 1940 da Edward Wadsworth, conservato alla Tate Gallery di Londra.

È questa la formazione che riesce ad avere un contratto con la ARC, per cui pubblicano nel 1969 il 45 giri Neve Calda (sul retro Cominciò per gioco), ancora influenzato dal beat ma con una commistione di sonorità più hard.

L'anno successivo viene pubblicato dalla RCA il loro primo album, Sirio 2222 (anticipato dal singolo Sì mama mama, che non viene inserito nell'LP), un album ancora legato alle sonorità beat che imperavano nella musica italiana degli anni '60 ma con accenni blues (nell'ecologica Un posto e in Incantesimo), hard rock (in Un posto) e progressive (Meditazione e, soprattutto, la mini suite Missione Sirio 2222). Il musicista più in evidenza è il chitarrista Ajello, artefice del suono "sporco" che caratterizza alcune parti di questo disco.

L'album passa del tutto inosservato, la RCA non rinnova il contratto al gruppo e Cecioni e Cupaiolo abbandonano il gruppo; il primo si trasferisce in Svezia, aprendo una strada che accomunerà anche altri membri del gruppo. Sostituiti il bassista con il romano Vito Manzari e il cantante con il talentuoso diciottenne Gianni Leone (proveniente dai Città Frontale), passano alla Polydor che pubblica il loro secondo album, Ys, che coniuga sonorità classicheggianti a un suono ancora più duro.

Le atmosfere create da Ys, grazie al tastierista e cantante Leone, si avvicinano molto a quelle cupe della tradizione medievale celtica, ed Ys è proprio una leggenda celtica che parla della sorte dell'ultimo uomo sulla faccia della terra, venuto a conoscenza della verità da una voce e costretto a vagare disperato per raccontare la verità a qualche altro essere umano, compito impossibile e che lo porterà alla morte, e neanche tra le sue braccia sarà in grado di parlare.

Il fiasco di questo disco costrinse il Balletto a sciogliersi. Avendo ancora degli obblighi contrattuali con la Polydor, Leone e Stinga da soli incidono ancora un 45 giri, contenente La tua casa comoda eDonna Vittoria, pubblicato a nome del gruppo (in copertina vi è una foto dei quattro, anche se Manzari e Ajello non vi hanno suonato). La canzone strumentale del lato B deve il titolo alla moglie dell'allora presidente della Repubblica, Giovanni Leone.

Prima della pubblicazione del 45 giri, Leone e Striga hanno anche collaborato con Adriano Celentano, suonando nell'album I mali del secolo.

L'istrionico tastierista intraprese la carriera solista sotto il nome di LeoNero, con il quale ebbe successo soprattutto in Giappone. Lino Ajello e Gianchi Stinga, trasferitisi anch'essi in Svezia, aprirono uno studio di registrazione, l'Hulman, al centro di Stoccolma, che sarà frequentato anche dai Roxette e gli Europe. Manzari resta ancora per qualche anno nell'ambiente musicale, diventando session man e suonando tra gli altri con Domenico Modugno, Alan Sorrenti e Nada.

Nel 1990 la rivista musicale Raro! pubblica un disco, Il re del castello, che racchiude alcune incisioni della prima formazione del gruppo, del periodo 1969-1970: per la precisione alcuni brani registrati durante le sessions di Sirio 2222 ma non inclusi nell'album (Accidenti, Il re del castello e una versione strumentale di Neve calda) e quattro canzoni incise in spagnolo (tra cui una cover di Eternità deiCamaleonti.

Oggi Leone è tornato con una nuova formazione per riproporre il vecchio repertorio e brani nuovi, anche se delle atmosfere cupe e claustrofobiche è rimasto ben poco. Nel 2000 il gruppo rientra nel numero delle poche band italiane che hanno partecipato al NEARfest, uno dei principali festival di rock progressivo al mondo. Alla fine del 2009 è stato pubblicato il libro "Il Balletto di Bronzo e l'idea del delirio organizzato" corredato da un cd in cui ci sono brani inediti del gruppo.

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