Locanda Delle Fate

La storia 

La Locanda delle Fate si affacciò sulla scena discografica italiana nel 1977, con l'uscita del loro primo e unico album per la Polydor, Forse le lucciole non si amano più. Lo stile di quest'opera collocava il gruppo nettamente nella tradizione del rock progressivo italiano (Premiata Forneria Marconi, Banco del Mutuo Soccorso) che, negli ultimi anni del decennio, stava declinando in Italia come all'estero. L'album venne salutato dalla critica come uno degli esempi più compiuti di progressive romantico realizzato in Italia, ma non ebbe successo commerciale. Il gruppo pubblicò due singoli più commerciali nel 1978 e nel 1980 (il secondo sotto il nome abbreviato "La Locanda") per poi sciogliersi.

Tra la fine degli anni ottanta e l'inizio degli anni novanta il progressive e il neoprogressive italiani iniziarono ad avere nuovamente un proprio pubblico (sia in Italia che all'estero, in particolare Giappone eCorea), e nel 1993 venne pubblicato un disco dal vivo della Locanda, Live, tratto da una registrazione del 1977. Contemporaneamente, il gruppo iniziò a considerare la possibilità di dar luogo a una "reunion". Nel 1999 fu pubblicato il secondo album della Locanda delle Fate, Homo homini lupus. La formazione non era la stessa del '77 (mancavano il cantante Leonardo Sasso e il tastierista Michele Conta, che appare in un solo brano). L'album fu abbastanza apprezzato ma viene in genere considerato decisamente inferiore al precedente.

Nel 2006 La Locanda aveva annunciato una imminente ricostituzione del gruppo nella sua formazione originale e l'intenzione di lavorare a un nuovo album, prodotto da Niko Papathanassiou (fratello diVangelis e produttore di Forse le lucciole non si amano più), ma il progetto è fallito.

Il 17 luglio 2010 la Locanda delle Fate si è esibita ad Asti in occasione della rassegna Asti Musica, con la nuova formazione ufficiale dall'aprile 2010,che vede i fondatori Giorgio Gardino alla batteria, Luciano Boero al basso, Oscar Mazzoglio alle tastiere e Leonardo Sasso alla voce,a cui si sono aggiunti Massimo Brignolo alla chitarra solista e Maurizio Muha al pianoforte e minimoog. Ezio Vevey ed Alberto Gaviglio hanno eseguito un brano unplugged: non chiudere a chiave le stelle,Michele Conta è stato invitato sul palco come ospite.

Il concerto è stato aperto dal brano strumentale A volte un istante di quiete, durante il quale la giovane figlia di Giorgio Gardino, Giorgia, stava immobile al centro del palco vestita da lucciola e rannicchiata come sulla copertina del primo disco della band.

Il gruppo ha dichiarato che questa di Asti è stata la prova generale per una serie di concerti che si svolgeranno prossimamente.

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